Home / Articoli / Un gioco con le spade di legno (di L.Salvai)

 

L’alcol tra pubblicità e cultura – Aspetti psicologici e sociali

Cerchiamo insieme di conoscere meglio l’alcol e soprattutto di conoscerlo da un punto di vista diverso da quello che ci viene presentato a livello mediatico, o che abbiamo appreso per trasmissione culturale.

Se potessimo usare una metafora bellica, potremmo paragonare il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti alla seconda guerra mondiale e quello che cercherò di trasmettere con questo articolo oggi, a un gioco con le spade di legno. Ma, in fondo, anche le spade di legno possono aiutarci ad apprendere come si lotta. Avere delle informazioni veritiere, obiettive su cosa sia l’alcol e quali effetti produca, permette a tutti noi di fare delle scelte libere e consapevoli, anziché affidarci ciecamente a ciò che ci viene presentato in modo preconfezionato, senza possibilità di mantenere un margine di critica.

I messaggi pubblicitari:

Nelle pubblicità l’alcol viene presentato come un prodotto di consumo che ha un effetto di tipo socializzante: quando c’è l’alcol c’è festa, “si rompe il ghiaccio”, c’è euforia, c’è sensualità; le persone degli spot televisivi sono sempre giovani, belle, felici e di classe e il bere è spesso associato alla festa, all’amicizia, alla seduzione, alla libertà. Difficile che delle pubblicità così accattivanti, studiate con cura per vendere, e costruite abilmente da grandi agenzie pubblicitarie, possano essere oscurate da rari spot di pubblicità progresso, finanziati con i soldi pubblici e che danno messaggi spiacevoli che spesso la gente non vuole sentire (l’alcol e la morte, l’alcol e gli incidenti invalidanti, l’alcol e i danni alla salute, ecc.).

La cultura mediterranea:

Nella nostra cultura l’alcol è considerato principalmente come una bevanda, dal preciso valore nutritivo/alimentare. Si beve durante i pasti, nella quotidianità, per stare insieme, e le prime esperienze con le bevande alcoliche avvengono proprio in famiglia.

L’alcol è anche spesso considerato, a livello popolare, come una sostanza dagli effetti curativi. Pensiamo, ad esempio, al proverbio “Buon vino fa buon sangue”.

Infine, nel nostro paese, prettamente cattolico, il vino assume anche un importante valore di tipo religioso, come simbolo del sangue di Cristo, e viene utilizzato nel rito della messa.

L’alcol è una sostanza e non una bevanda o un prodotto di consumo, e come tale, può produrre effetti negativi sulla salute psicofisica e sulla vita delle persone.

Tra gli effetti negativi di questa sostanza, possiamo trovare la disregolazione delle emozioni: le sostanze psicoattive, agendo sul cervello e sulle funzioni mentali delle persone, possono causare delle disregolazioni a livello emotivo e a livello della percezione della realtà e possono pertanto influire pesantemente sulle relazioni interpersonali. Le conseguenze sociali, familiari, lavorative di questa disregolazione possono essere molto importanti. L’alcol può, ad esempio, avere un effetto sull’espressione della rabbia e far sì che certe situazioni sfuggano al controllo e scaturiscano in agiti anche gravi, o più gravi di quelli che si sarebbero verificati senza il suo consumo.

Un fattore importante di cui tenere conto è che la sostanza incontra sempre un individuo con una particolare personalità di base e non tutti i consumatori di sostanze diventano violenti. Certo, in alcuni casi l’effetto dell’alcol sul cervello causa un allentamento dei cosiddetti “freni inibitori”, cioè un minore controllo sugli agiti, esistono, però, degli alcolisti che non hanno mai manifestato un’aggressività sregolata e persone violente che non hanno mai fatto uso di alcol.

È importante, inoltre, parlare anche di consumo di sostanze e non solo di dipendenza. Una persona può non essere dipendente ma compiere degli agiti violenti, in seguito, ad esempio, ad una assunzione occasionale di alcol.

Ricordo inoltre che l’uso, abuso o dipendenza da alcol possono essere determinanti non solo nell’ambito della violenza agita (violenza verbale, violenza sugli oggetti, violenza fisica, violenza sessuale), ma anche di quella subita. L’ottundimento della coscienza prodotto dalla sostanza, può ridurre le difese personali e rendere più vulnerabili, meno capaci di difendersi. La difesa dai pericoli dipende, prima di tutto, dal riconoscimento degli stessi: in uno stato alterato di coscienza, spesso questo risulta difficile ed è più facile porsi in atteggiamenti e fare scelte che conducono a situazioni rischiose.

Abbassando la vigilanza, la persona, in preda all’intossicazione alcolica, non valuta correttamente le situazioni, e può mettere a rischio la propria incolumità anche in altre circostanze: ad esempio può avere delle condotte sessuali inappropriate, quali il coinvolgimento in rapporti non protetti, che possono portare a gravidanze indesiderate o a contrarre malattie sessualmente trasmissibili, come l’HIV.

Ci sono anche altri tipi di violenza che possono essere legati all’uso di alcol:

–    La violenza da trascuratezza (es.genitori che, a causa della dipendenza dalla sostanza, non riescono a soddisfare i bisogni di base dei loro figli).

–      La violenza assistita (assistere ripetutamente a episodi di violenza subiti da altri, può essere traumatizzante quanto essere vittima diretta di violenza: es. bambini che assistono alla violenza in famiglia).

C’è poi la cosiddetta trasmissione transgenerazionale della violenza: da volte la vittima diventa carnefice, altre volte si “rivittimizza”, ad esempio instaurando sempre relazioni con persone violente.

La dipendenza da alcol crea certamente delle situazioni complesse e difficili da gestire: malessere fisico, difficoltà scolastiche e lavorative, problemi economici, esasperazione dei conflitti interpersonali. A volte l’effetto della sostanza viene a sommarsi a caratteristiche di personalità particolari, quali ad esempio un già esistente discontrollo degli impulsi, e a situazioni sociali e familiari difficili. Ma ho sottolineato come, anche il consumo sporadico di alcol, possa portare a conseguenze molto negative (pensiamo alle ragazze occasionalmente ubriache, violentate all’uscita dalla discoteca, alle persone che sotto l’effetto dell’alcol vengono coinvolte in una rissa, agli infortuni sul lavoro, agli incidenti stradali, ecc.).

È importante sapere, quindi, che l’alcol è una sostanza psicoattiva, che come tale può avere degli effetti subdoli sulla nostra vita e che, come tutte le altre sostanze psicoattive, può indurre alla dipendenza. Non giochiamoci, quindi, perché giocare con l’alcol non è un gioco con le spade di legno, ma un gioco d’azzardo, e ci si può fare male.

 
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