Home / Articoli / Shea Diamond: I am her, l’inno di una cantante transgender (di L.Salvai)

 

‘I Am Her’ means that no matter how the world treats me, no matter if I’m rejected, accepted, denied or misunderstood, I will continue to live out my truth


ShaGasyia “Shea” Diamond è una cantautrice di talento, scoperta quest’anno da Justin Tranter, cantante e produttore discografico che ha collaborato con molti artisti di fama internazionale della musica pop, come Selena Gomez, Gwen Stefani,  Britney Spears, Justin Bieber.

Quando un amico di Tranter gli invia un video di Shea, girato ad un evento organizzato per la comunità transgender, egli ne rimane immediatamente folgorato. Il produttore dice di Shea: “Era da moltissimo tempo che non mi imbattevo in una artista con una storia così reale, che mette veramente quella storia nella musica, e la Diamonds lo fa in ogni nota che canta”.

Shea Diamond nasce in Arkansas, a Little Rock, cresce a Memphis, nello stato del Tennessee e si sposta poi in Michigan. Fin dalla giovane età, sapeva di essere differente e che non sarebbe stata accettata dalla sua famiglia e dalla sua comunità. Scrive sul suo sito: “Fin da piccola sapevo che amavo cantare. La mia voce era effemminata e ricordo di aver avuto paura di cantare nel coro della chiesa. La paura della mia voce mi faceva sentire un‘emarginata”.

Non volendo più nascondere ciò che è, la Diamond scappa di casa all’età di 14 anni. Dopo vari affidamenti, raggiunta l’emancipazione, a 17 anni, inizia a diventare una giovane senzatetto.

Nel tentativo di trovare le risorse economiche per effettuare la transizione al suo vero genere, alla fine degli anni Novanta Shea commette un crimine, per il quale viene condannata a 10 anni di reclusione in una prigione maschile. Sono molte le persone come lei, che vengono assegnate a carceri maschili, senza  che venga valutato l’altissimo rischio, per una transgender, di diventare, in un luogo simile, oggetto di violenza psicologica e fisica: “I was afraid that I could possibly die in a prison system designed to ensure correctional jobs over human lives”.

Durante la detenzione, però, la Diamond incontra altre persone che condividono con lei le stesse difficoltà. È proprio durante questo periodo di reclusione che Shea, paradossalmente, trova la sua piena libertà: “Ero rinchiusa, ma la mia mente era libera”!; “It was losing the world that I found myself and the will to keep living as the woman I am proud to be”.

Il suo singolo di esordio, “I am Her”, inizia a scriverlo in carcere, come inno per le persone che si sono sentite emarginate per ciò che sono. Immediatamente dopo la sua scarcerazione, Shea decide di trasferirsi a New York, e di inseguire il suo sogno di fare musica.

In un mondo in cui le persone transgender vengono ancora discriminate, violentate, picchiate, uccise nei modi più barbari e vigliacchi, in cui l’essere se stessi richiede ancora di pagare a caro prezzo, sulla propria pelle, nel proprio corpo, nelle proprie relazioni, nella propria vita sociale e lavorativa, e in cui il benessere psicologico viene continuamente compromesso, voglio pensare che la musica possa essere ancora quel mezzo di comunicazione universale attraverso cui un messaggio di conforto, speranza e civiltà possa essere diffuso.

“There’s an outcast in everybody’s life / And I am her (I am her) / There’s a shadow in everybody’s window / And I am her (I am her) / There’s a dark cloud in everybody’s sunlight / And I am her (I am her) / Oh no, I am her / All that glitters isn’t gold / At least that’s what I’ve been told / I’ve got so many issues and problems that I go through / Sometimes I can’t sleep at night / If I hide my face, heaven forbid / It wouldn’t be the worst thing that I ever did / It’s a hell of a world that we’re living in/a sin is a sin / Don’t look at me immediately / And whisper behind my back thinking I’m naive / That’s my southern hospitality / than not to believe / There’s an outcast in everybody’s life / And I am her (I am her) / There’s a shadow in everybody’s window / And I am her (I am her) / There’s a dark cloud in everybody’s sunlight / And I am her (I am her) / Oh no, I am her / Your ignorance leaves a hell of a stench / The aroma lingers on generations unknown / the smarter we get / The less we understand ‘bout the simplest shit / I am Shea, she is me / We get down with our bad selves / Don’t care too much what other people see / I get along swell by my goddamn self / Never asked for no one’s philosophy / It’s obvious I’m proud of me / Yeah, yeah-yeah / There’s an outcast in everybody’s life /
And I am her (I am her)/There’s a shadow in everybody’s window / And I am her (I am her) / There’s a dark cloud in everybody’s sunlight / And I am her (I am her) / Oh no, I am her”.

 

 
Share this page
 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

 

 
 
Web Design BangladeshBangladesh Online Market