Home / Articoli / Mattoncini per la professione, mattoncini per il benessere (di L.Salvai)

 

Diventare psicologo è un’operazione complessa, che necessita di una lunga formazione teorica e pratica: occorre prendere una laurea, svolgere un percorso di tirocinio, superare un esame di stato per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione e iscriversi all’Albo del proprio Ordine regionale o provinciale. Se si vuole diventare psicoterapeuti, occorre, successivamente, frequentare una scuola di specializzazione, svolgere un ulteriore tirocinio della durata di  4 anni, nella maggior parte dei casi sottoporsi ad un’analisi personale o didattica, superare un esame finale e richiedere l’annotazione all’Albo degli psicoterapeuti.

Oltre a dover soddisfare i requisiti di legge, per poter svolgere questo tipo di professione intellettuale, però, è necessario anche costruire un’identità professionale basata su alcuni principi etici fondamentali, perché il nostro lavoro comporta una serie di responsabilità che hanno a che vedere con la salute delle persone, la tutela del loro benessere, il rispetto dei loro diritti e la gestione di aspetti individuali e sociali molto delicati.

Lo psicologo deve mantenere uno standard di competenze sempre molto elevato, riconoscere i suoi limiti personali e professionali, e i confini dei propri ambiti di intervento. La competenza è anche competenza etica, per questo è necessario conoscere bene il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani e integrare i suoi precetti alla pratica quotidiana. Il Codice Deontologico non deve diventare una mera guida esterna, bensì deve entrare nel nostro DNA, diventare una bussola interna che ci orienta nelle nostre scelte e ci aiuta a tutelare i destinatari delle nostre prestazioni, noi stessi e tutta la categoria professionale.

Quest’anno ho tenuto un laboratorio di deontologia presso l’Università degli Studi di Torino, per il quarto anno del Corso Magistrale in Psicologia Clinica, laboratorio che si è appena concluso. Mi sento molto fortunata perché questa bellissima esperienza mi ha permesso di confrontarmi con le nuove generazioni di futuri psicologi sulle tematiche etiche, a me molto care, e spero, in questo incontro con gli studenti, di essere riuscita a trasmettere almeno un po’ della mia passione per questa materia, così complessa ma anche così interessante e fondamentale per chi, come me, si occupa del benessere delle persone.

Insegnare all’università mi ha permesso di dare ma anche ricevere stimoli interessanti, perché si impara anche insegnando, e sono molto felice della bellissima classe con cui ho lavorato, molto partecipativa e curiosa e con tanta voglia di mettere uno sull’altro i giusti mattoncini per edificare la professione futura su solide basi. Talvolta un po’ rumorosa, devo ammetterlo, ma l’entusiasmo si dimostra anche così….

Il mio augurio per tutti gli studenti che ho incontrato è di conservare questa energia e credere in ciò che fanno, perché la passione e la dedizione sono la base su cui costruire questo progetto professionale che ci accomuna.

Un progetto professionale che non è solo individuale, ma anche cooperativo. Lo psicologo non è solo responsabile degli atti che compie in riferimento ai destinatari della sua prestazione, ma anche nei confronti di tutta la categoria. E ciò che il nostro codice etico stabilisce è proprio un insieme di regole che hanno come obiettivi principali la tutela delle persone, la tutela del professionista e la tutela della categoria professionale.

L’EFPA (European Federation of Psychologists’ Associations) indica i principali principi etici che devono stare alla base dell’agire dello psicologo:

  1. Il rispetto per i diritti e la dignità della persona (diritto alla privacy, alla confidenzialità, all’autodeterminazione e all’autonomia).
  2. La competenza (che come ho detto prima è anche consapevolezza etica).
  3. La responsabilità (verso i clienti e la comunità).
  4. L’integrità.

Questi principi sono trasversali a tutto il Codice Deontologico e sarebbe importante che anche la popolazione potesse “professionalizzarsi” in merito, cioè conoscere le regole di una buona prassi psicologica per distinguere tra le varie offerte presenti sul mercato quelle che non si basano su aspetti scientifici ed etici (e tenersene alla larga).

La Legge 56 del 1989 chiarisce che per essere psicologo è necessario aver acquisito 4 requisiti fondamentali: aver conseguito la laurea in psicologia,  aver svolto un tirocinio pratico, aver superato l’Esame di Stato (e quindi ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione), ed essere iscritti all’Albo. Per verificare se uno psicologo è tale, pertanto, è sufficiente consultare l’Albo regionale o provinciale (ad esempio, quello del Piemonte) oppure, se non si sa a quale regione appartiene il presunto professionista, l’Albo nazionale, tutti facilmente reperibili su internet.

Per diventare psicoterapeuti, invece, è necessario seguire un ulteriore iter formativo, che ho spiegato all’inizio di questo articolo. Anche questa qualifica è reperibile sugli Albi, in quanto lo psicoterapeuta che può esercitare ha un’annotazione specifica sull’elenco degli psicologi iscritti agli Ordini.

Chiunque può, quindi, verificare se colui che ci offre delle prestazioni di tipo psicologico o psicoterapeutico è realmente uno psicologo o uno psicoterapeuta.

A parte le disposizioni di legge, è importante che le persone conoscano di cosa si occupa lo psicologo e quando è utile rivolgersi a lui. Per questo motivo, l’Ordine degli Psicologi del Piemonte, di cui faccio parte come Consigliera, sta intraprendendo una campagna di promozione della cultura psicologica attraverso un Festival della Psicologia, del quale sono la coordinatrice, che si terrà il 27-28 giugno prossimi e avrà come tema principale la felicità. Un’occasione importante per diffondere la conoscenza sui temi psicologici e sensibilizzare la popolazione sulla necessità di mettere il proprio benessere nelle mani di professionisti competenti, corretti ed eticamente attenti…. per non affidare la propria mente al primo che capita….. e vivere la vita con gusto.

 
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