Home / Articoli / L’estate sta finendo (di L.Salvai)

 

“È tempo che i gabbiani arrivino in città

L’estate sta finendo

Lo sai che non mi va”

 Righeira

Qual é la parte peggiore di ogni vacanza? Il rientro. Sia essa breve o lunga, non vorremmo mai che finisse. E invece ecco arrivare settembre, si avvicina l’autunno e molti di noi sono appena rientrati al lavoro oppure a breve ricominceranno la scuola. Si ritorna alla routine quotidiana e spesso alle cattive abitudini: molte più ore di lavoro di quante le nostre energie permetterebbero, pasti saltati, telefonini e tablet roventi.

Tutto ciò che inizia, prima o poi, ha una fine, e le vacanze sono così brevi da rappresentare un battito di ciglia nell’anno lavorativo. Ci eravamo appena abituati al suono delle ciabattine sul lungomare, al profumo del pesce sulla griglia, alla visione di paesaggi a basso contenuto di cemento, alla sensazione della sabbia tra le dita, al gusto delle granite siciliane, ed ecco che ci risvegliamo in un aeroporto grigio, con una valigia piena di abiti sporchi e stropicciati e un inizio di spelatura sulla schiena, in attesa di tornare alle normali attività.

Se trascorse nel modo giusto, lontani da orologi e dispositivi tecnologici, lasciando alle spalle la frenesia delle agende e la parola ai nostri bisogni di base, senza eccessi, le vacanze possono essere rigeneranti e fornire le energie necessarie per una ripresa non troppo dolorosa, preparando alle nuove sfide e agli impegni della vita quotidiana.

Le 300 mail non risposte sul telefonino, la spesa da fare, il pagamento delle bollette che sono inesorabilmente arrivate durante la nostra assenza, i panni sporchi da lavare e stirare, l’incontro con il vicino fastidioso, il fuso orario, il cambiamento di temperatura, possono però causare quella che viene chiamata “Sindrome da Rientro” o “Post Holiday Blues”, caratterizzata da calo dell’umore, senso di affaticamento, difficoltà di concentrazione, perdita di interesse verso le attività da svolgere, disturbi del sonno, malinconia, aumento o diminuzione dell’appetito, ansia, ecc.

Affinché il rientro non sia troppo traumatico, é bene:

  • Non partire con la quinta, ma con la prima, permettendo a mente e corpo di adattarsi gradualmente alla nuova condizione. È meglio, dunque, evitare di tornare il giorno prima o poche ore prima dell’inizio della settimana lavorativa, ma tenere qualche giorno di ferie tra la vacanza e la ripresa.
  • Portare a casa qualche piacere della vacanza, concedendosi ancora qualche passeggiata e svago, qualche lettura piacevole, qualche uscita, guardando le foto scattate durante le ferie, magari insieme agli amici.
  • Se ci manca il tempo trascorso con il partner o la famiglia, concedersi dei momenti di intimità e condivisione con le persone care durante la giornata. Non è necessario aspettare le prossime vacanze per stare con chi ci fa stare bene.
  • Programmare almeno un’attività piacevole da svolgere, una volta o due alla settimana (es. fare sport, ascoltare musica, andare al cinema, ecc.). Durante le vacanze, infatti, generalmente ci si concede spazi di piacere maggiori rispetto alla vita normale. Uno stop brusco del divertimento e un ingresso immediato negli impegni e responsabilità può produrre forte stress e sentimenti depressivi.
  • Pensare alla prossima vacanza: può essere di un weekend o di un giorno, non deve essere necessariamente lunga. Pianificare i momenti di relax é piacevole quasi quanto il relax stesso e permette di vedere l’anno lavorativo o scolastico come più breve, grazie ai pit stop.
  • Porsi piccoli obiettivi, organizzando l’agenda in modo da non dover utilizzare il teletrasporto per ottemperare a tutti gli impegni.
  • Assecondare i ritmi biologici, mantenendo un’alimentazione e una quantità di ore di sonno adeguate.

La buona notizia é che la sindrome da rientro non dura a lungo, si tratta di un periodo di “assestamento” che può essere facilmente superato. Se ciò non accade, é perché la vita che si conduce normalmente non é quella che si vorrebbe e ci sono delle difficoltà personali, lavorative, relazionali che ci affliggono. Allora la vacanza diventa il sogno, l’illusione di una vita ideale che non c’é, e la sua fine diventa una delusione non tollerabile, che perdura fino a quella successiva, unica meta che si desidera raggiungere.

Le vacanze sono un’occasione, non solo un tempo da trascorrere, perché quando torniamo possiamo portare con noi qualche nuova abitudine, qualche nuovo apprendimento, qualche nuova risorsa o capacità, qualche nuovo modo di pensare. Il tempo passato con noi stessi ci può aiutare a comprendere quali sono le cose della nostra vita che dobbiamo cambiare o migliorare. L’energia che il break ci fornisce é energia immediatamente spendibile, é carburante che possiamo utilizzare per cambiare il nostro modo di pensare e agire, valutare le nostre scelte e i nostri obiettivi a mente lucida, ritrovare le nostre risorse e ampliarle.

 
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4 Comments

  1. Anch’io ho parlato della malinconia da rientro nella parte iniziale di questo mio post: http://wwayne.wordpress.com/2014/08/23/la-nostra-ultima-estate/. Le mie considerazioni ti trovano d’accordo?

     
    • Ciao wwayne e grazie per il tuo contributo. Purtroppo non ho letto il libro di cui parli ma mi hai fatto venir voglia di rimediare… chissà, forse la prossima estate… Un bell’articolo, che non può che trovarmi favorevole, comunque. Buon lavoro e continua a seguirmi.

       

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