Home / Articoli / L’amore e i suoi linguaggi (di L.Salvai)

 

“Che l’amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore”

Emily Dickinson

“Non ho mai portato un fiore a una ragazza prima”. “Non mi era mai capitato di scrivere un biglietto con una frase d’amore a qualcuno”. “Non sono uno che fa i complimenti in genere, ma tu sei proprio bello”.

Durante l’innamoramento si comunica in molti modi ciò che si prova per l’altro, anche utilizzando canali non abituali. Poi l’innamoramento finisce, e spesso la magia svanisce. Il fiore rimane un ricordo appassito in un vecchio vaso impolverato sulla libreria e la data dell’anniversario viene del tutto dimenticata.

Vi ho appena anticipato due linguaggi dell’amore, e sono cinque quelli che sono stati identificati da Gary Chapman nel suo libro “I cinque linguaggi dell’amore”.

Questo autore dice che è importante sapere che abbiamo tutti uno o più linguaggi privilegiati per dimostrare l’amore e che preferiamo alcuni linguaggi rispetto ad altri, per sentirci amati dal nostro partner.

Se per esempio mi sento amato solo se il mio compagno me lo dimostra portandomi un dono, probabilmente non mi sentirò amato se lui continua a dimostrarmi amore solo con le parole.

Secondo Chapman è importante imparare il linguaggio d’amore preferenziale dell’altro, per riuscire ad esprimergli il nostro amore in un modo che gli sia comprensibile.

Proviamo a vedere insieme quali sono i modi principali per esprimere amore e, in modo complementare, per sentirsi amati, descritti appunto dal Dottor Chapman:

1) Le parole: si tratta di parole gentili, parole che rassicurano, parole di incoraggiamento, oppure complimenti (“come ti sta bene quel vestito”; “che cuoco straordinario che sei, oggi ho mangiato meglio che al ristorante”; “sei molto sexy stasera”; “grazie mille per aver lavato tu i piatti”; “sono sicuro che ce la farai, sei bravissima”).

È importante che siano parole sincere, non parole dette per ottenere qualcosa in cambio (“le dico che è bella così stasera magari mi farà fare un po’ di sesso”).

Ricordiamo che a volte la nostra lingua dice una cosa, ma il nostro corpo ne dà a vedere un’altra, e in caso di messaggi contrastanti, il linguaggio che viene percepito come veritiero è automaticamente sempre quello del corpo. Se quindi dite al vostro partner che siete felici di vederlo e avete un’espressione cupa in viso, la vostra bugia verrà scoperta facilmente e l’altro ne sarà ferito.

2) I momenti speciali: si tratta di offrire al proprio partner la propria attenzione, ad esempio spegnendo il televisore ed ascoltandolo, o uscendo con lui per una cena al ristorante (senza stare al tavolo a giocare con l’applicazione del telefonino).

È importante trovare uno spazio e un tempo da dedicare completamente all’altro per dimostrargli che si è lì con lui, che lo si ascolta, che quello che dice è interessante. Stare insieme non è stare seduti sullo stesso divano a guardare il telegiornale o allo stesso tavolo del ristorante con il naso nel telefonino; stare insieme è condivisione delle proprie emozioni, è narrazione di ciò che è successo quando non si era insieme, è guardarsi negli occhi, non fare qualcos’altro mentre si parla,  non interrompere il nostro interlocutore, ma lasciare che si esprima liberamente, e concedergli tutta la nostra attenzione.

I momenti speciali non devono necessariamente essere qualcosa di grandioso, come una vacanza ai Caraibi. Preparare una pizza insieme, fare una passeggiata in campagna, fare un giro al mercatino della fiera di paese, piantare dei fiori nel giardino di casa e sporcarsi entrambi le mani di terra sono tutte cose belle e importanti da vivere insieme.

3) I doni: ricordo una signora anziana che aveva in casa, appesa al muro, una targhetta di legno con l’immagine di San Pietro, e la frase “a Roma andai, a te pensai e questo dono ti portai”. In quella targhetta c’era il riassunto perfetto di cosa è un dono. Il dono è qualcosa di concreto che ci fa capire che la persona che ce lo ha portato ha pensato a noi. Non importa che il dono sia costoso, anche se capisco che trovare in un pacchetto le chiavi di una Ferrari possa essere un’esperienza irripetibile. Può essere un dono comprato, un dono fatto da chi lo offre (ad esempio una poesia scritta dal partner), oppure raccolto (ad esempio un fiore).

Un dono non deve per forza essere legato a una ricorrenza, anzi, i doni più belli sono quelli inaspettati.

4) I gesti di servizio: preparare la cena, portare l’auto dal meccanico, ridipingere le pareti della casa, bagnare le piante, piegare gli asciugamani, sono tutti gesti di servizio. Non basta fare qualcosa per l’altro a caso, bisogna fare le cose che sappiamo per l’altro essere importanti. I gesti di servizio sono segnali d’amore solo se non sono fatti per costrizione, in seguito a manipolazioni per suscitare i sensi di colpa. Non serve dunque fare al partner continue critiche, serve invece esprimere, con parole gentili, le proprie necessità.

La nostra cultura è piena di stereotipi. Ad esempio si pensa che un vero uomo non debba mai mostrarsi debole o piangere. Lo si impara da bambini; quanti si sono sentiti dire dal proprio padre o da un parente: “Ma come, piangi? Non sei mica una femminuccia”. Spesso le donne sono ancora viste come le uniche ad avere il ruolo di occuparsi della casa e dei figli.

Per non rimanere negli stereotipi, è anche vero il contrario, perché se il marito o compagno non ha tempo di portare la macchina dal meccanico non può portarla la moglie, o perché non può provare la donna a ridipingere le pareti di casa? In molti casi queste attività vengono già svolte da entrambi i partner, ma ciò è più raro quando l’educazione ai ruoli sociali di femmine e maschi è stata di tipo tradizionale.

E le coppie omosessuali? Ce ne sono che sono cresciute in ambienti di questo tipo, in cui i ruoli maschili e femminili erano ben definiti. E allora se due uomini vivono nella stessa casa avremo un restyling delle pareti ogni sei mesi ma i pavimenti mai lavati? E se a vivere insieme sono due donne rimarranno sempre a piedi con la macchina ma avranno la casa bella pulita? No, vero? E allora forse non sarà facilissimo, ma neanche impossibile esprimere amore attraverso gesti di servizio a cui non siamo abituati.

5) Il contatto fisico: “mi dispiace perché vedo le altre coppiette per strada mano nella mano, e noi invece camminiamo fianco a fianco ma separati, o a volte addirittura uno davanti all’altro”. Darsi la mano, baciarsi, abbracciarsi, accarezzarsi, farsi i massaggi, fare l’amore, sono tutti modi per dimostrare amore attraverso il contatto fisico.

Quando parliamo di contatto fisico, non ci riferiamo a un contatto qualsiasi: ci sono persone che odiano farsi toccare i capelli, ad esempio. Il modo di toccare, anche nell’ambito della sessualità, si impara dal nostro partner, non si deve mai insistere in una modalità di contatto che piace a noi e non all’altro, bisogna imparare, perché la persona che è con noi è unica, non tutto è piacevole per tutti.

Comunicare nel modo giusto, all’interno della coppia, può essere difficile e non sempre i conflitti si risolvono con semplicità. A volte è la sessualità a essere vissuta con disagio e questo può essere la conseguenza di difficoltà relazionali non gestite e protratte nel tempo.

Un aiuto professionale può essere utile a dirimere le conflittualità di coppia e a ricostruire l’intimità perduta, laddove il desiderio di stare ancora o di nuovo bene insieme è condiviso da entrambi i partner.

 
Share this page
 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

 

 
 
Web Design BangladeshBangladesh Online Market