Home / Articoli / La sorpresa, come un bel gioco, dura poco (di L.Salvai)

 

É un istante, il tempo di vedere sbucare da un’enorme torta una scimmia vestita da danzatrice del ventre, di incontrare dall’altra parte del mondo il nostro vicino di casa o di ricevere una notizia inattesa; la sorpresa è un’emozione che rapidamente nasce e altrettanto rapidamente finisce, per lasciare il posto ad altre emozioni, come la gioia, la paura, il disgusto.

La sorpresa ci coglie impreparati, è conseguente a qualcosa a cui non pensavamo, che non desideravamo o temevamo, nel momento in cui si presenta. Non abbiamo molto tempo per pensare, per reagire in modo razionale a ciò che ci stupisce, e spesso la nostra reazione è immediata e non cosciente.

La sorpresa talvolta è piacevole e talvolta spiacevole e può innescare altre emozioni percepite come positive o negative, a seconda della persona che le prova. Pensiamo alla paura, ad esempio: in molti film dell’orrore le scene sono costruite in modo da cogliere di sorpresa lo spettatore e spaventarlo. Alcune persone non amano aver paura mentre altre cercano il brivido volontariamente.

La sorpresa è un’emozione che difficilmente si riesce a nascondere agli altri. Mentre si può provare a fingere di essere felici o a sorridere quando si è tristi (anche se non sempre questa operazione riesce bene), non si può non spalancare gli occhi, alzare le sopracciglia o aprire la bocca quando ci si trova di fronte a qualcosa di inaspettato. L’espressione e la stessa emozione, però, durano così poco, che se volessimo fotografare il volto stupito del nostro amico quando entra in casa e scopre la festa a sorpresa che gli abbiamo organizzato per il compleanno, dovremmo programmare una sequenza di scatti rapidi della nostra macchina fotografica che inizino prima del suo arrivo e continuino dall’apertura della porta d’ingresso in poi. Forse sarebbe meglio filmare il tutto e trarre dal video l’immagine che ci interessa, ma anche questa operazione potrebbe rivelarsi più difficile di quanto pensiamo. Il volto del nostro amico potrebbe, infatti, passare dall’espressione di sorpresa a quella di gioia in un tempo talmente breve da non essere così facilmente individuabile. A volte, addirittura, la sorpresa e l’emozione che la segue, possono esprimersi in modo quasi sovrapposto sul viso delle persone.

Se il nostro amico rientra a casa con la febbre a 40, e non vede l’ora di bere qualcosa di caldo e mettersi a letto, forse la sorpresa di trovare in salotto venti persone con in testa i cappellini di carta e i fischietti può non essere per lui così piacevole.

Possiamo riconoscere abbastanza facilmente se una sorpresa è gradita o sgradita per la persona che la riceve: quante volte abbiamo capito di aver fatto un regalo poco azzeccato, per esempio?

Noi uomini ci sorprenderemo sempre. Non stupitevi di questo, perché la sorpresa è un’emozione di base che non possiamo non provare.

 
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