Home / Articoli / La ricerca della felicità e la psicologia positiva (di L.Salvai)

 

«Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro che per dare l’esempio»

 (Jacques Prévert)

La felicità è praticamente l’obiettivo finale di tutte le nostre scelte. La bontà delle nostre decisioni la misuriamo costantemente valutando quanto esse ci abbiano portato gioia, benessere, piacere. La felicità, anche se non ce ne rendiamo conto, é la motivazione primaria che sta alla base delle nostre azioni e dei nostri comportamenti.

Se il successo professionale può essere una fonte di felicità, la felicità stessa può, d’altra parte, stimolare la ricerca di nuovi obiettivi e la realizzazione personale. Le persone felici, infatti, tendono ad avere un maggiore ottimismo e un mood più positivo, una più spiccata proattività, un maggiore senso di auto-efficacia e una maggiore tendenza ad impegnarsi per raggiungere nuove mete, quindi, in generale, ad avere un comportamento orientato al successo, in ogni ambito (scolastico, lavorativo, relazionale, ecc.). Quando si è felici si ha una percezione più positiva di sé, degli altri, degli eventi di vita. Si diventa più socievoli, più altruisti, più capaci di risolvere i problemi e più creativi. La felicità migliora anche lo stato di salute fisica e rafforza il sistema immunitario.

Quindi non solo la felicità può essere conseguenza del successo, ma anche il successo può essere conseguenza della felicità.

La nostra cultura consumistica, spesso, ci fa credere che la felicità sia data dal possedere, e in una società come quella attuale, in cui pesa la crisi economica, pare che essere felici non sia proprio possibile. La verità è che “the good life” non è “the goods life”, anzi, il materialismo non aumenta, bensì diminuisce, il benessere delle persone.

Educare i bambini alla felicità non è regalare loro tutto ciò che vogliono o portarli la domenica al centro commerciale. Certo, perché non farlo, ogni tanto, ma la cosa importante che deve esser loro trasmessa è che la felicità non è ciò che la pubblicità ci vuole far credere, ma sta nelle piccole cose, nei momenti irripetibili, nella bellezza della natura, nella condivisione, nell’amore e rispetto per gli altri, nella crescita e nella ricerca di senso e significato, nei valori e negli ideali.

La psicologia si è occupata per lungo tempo di “curare l’infelicità”, e per questo motivo spesso lo psicologo viene visto, erroneamente, come colui al quale rivolgersi solo quando si avverte un disagio importante; ma lo spazio in cui la psicologia si muove è molto più ampio di questo: promozione della salute, prevenzione, miglioramento del benessere, ecc.

Una dimensione abbastanza recente che si è aperta per questa disciplina è la cosiddetta “psicologia positiva”.

La “positive psychology” è una “scienza dell’ottimismo” per come la descrive il suo fondatore, Martin Seligman.

Le persone non desiderano solo risolvere le loro sofferenze, ma anche avere delle vite pienamente soddisfacenti, migliorare, raggiungere i loro obiettivi, ampliare le loro risorse, vivere al massimo livello consentito dal loro potenziale, insomma, essere felici.

Come può, la psicologia, accrescere la felicità delle persone? Attraverso la promozione del benessere dei bambini, l’educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole, l’aiuto ai genitori e alle famiglie, gli interventi in ambito organizzativo, per migliorare la salute lavorativa, la soddisfazione dei lavoratori e la produttività; rafforzando le risorse dei pazienti in ambito clinico, la capacità delle persone di trovare le strategie per raggiungere i loro obiettivi, crescere, migliorare e sfruttare al meglio le loro capacità, promuovendo la conoscenza di sé, la curiosità e la creatività.

La felicità si trova nelle cose semplici, si trova in noi, e possiamo scoprirla e coltivarla ogni giorno, sfruttando i nostri punti di forza, per vivere il piacere del presente e costruire un futuro per noi migliore.

 
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5 Comments

  1. Eh, si.
    Come ho già detto a qualcuno questa mattina, a sorridere ci metti lo stesso tempo che a non farlo.
    Articolo che ho letto volentieri.
    Darrius – get down to this loving

     
  2. Sonia Bertinat says:

    E io ti riadotto!!! Un po’ di positività no. può che far bene 🙂
    #adotta1blogger

     
  3. Pingback: Momenti di felicità (di L.Salvai) | Studio Pegaso

  4. Grazie di cuore, mi hai cambiato la giornata! 🙂

     

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