Home / Articoli / La psicologa on air – Le interviste di GRP (Puntate sull’ansia)

 

“Non è pensabile che la cosiddetta ‘scatola musicale senza fili’ abbia valore commerciale. Chi mai pagherebbe per un messaggio che non è inviato a una persona specifica?”

David Sarnoff

Da qualche mese ho iniziato la mia prima avventura radiofonica e da brava esploratrice ho deciso di tenere “un diario di bordo” su questa interessante esperienza e di condividerlo con voi che leggete, sempre più numerosi, questo mio blog.

Lo scopo principale delle mie scelte professionali é quello di promuovere il benessere e farlo nel modo più esteso possibile, portando le mie conoscenze al di fuori delle quattro mura del mio studio, per condurre la psicologia verso le persone e non attendere che le persone si avvicinino alla psicologia, magari solo nel momento in cui avvertono un disagio grave che non riescono più a gestire autonomamente o con l’aiuto delle loro reti relazionali.

La scrittura e pubblicazione di articoli è un modo attraverso il quale metto in atto questi propositi, un altro modo è quello di offrire occasioni formative e informative, un altro ancora è lavorare come Consigliera dell’Ordine degli Psicologi su progetti di promozione della professione diretti alla cittadinanza, che diffondano una cultura del benessere.

Il mezzo radiofonico è un ulteriore strumento di diffusione della cultura psicologica che sto sperimentando recentemente. L’esperienza è certo interessante e piacevole e sono felice di vedere che gli ascoltatori stanno iniziando a interagire con me in diretta e anche attraverso le mail, con l’invio di domande e richieste di approfondimenti.

I miei interventi in trasmissione sono molto brevi, ma spero possano essere utili per conoscere un po’ meglio cosa fa lo psicologo e quando può essere utile rivolgersi a lui.

Nelle prime puntate ho affrontato un tema che ha destato grande interesse, quello dell’ansia. Riporto qui sotto le domande che mi sono state fatte, con le relative risposte.

Ovviamente quello dell’ansia è un argomento davvero molto vasto, e non sarebbe stato possibile esaurire tutto quanto c’era da dire su questo tema in pochi minuti di intervento, per cui ho scelto alcune domande tra le tante pervenute e a quelle a cui non ho dato risposta in radio, ho risposto individualmente via mail. Se ci fossero ulteriori dubbi sul tema, non esitate a contattarmi e nei tempi che mi saranno possibili risponderò a tutti, promesso. Oppure chissà… magari dedicherò un’altra puntata all’argomento, se necessario.

 L.S.

Un radioascoltatore mi ha chiesto cos’é esattamente l’ansia e perché esiste (tra l’altro l’ha paragonata alle zanzare, dicendo che, se non ci fosse, saremmo tutti più contenti). Ora, non so molto delle zanzare, le conosco solo per aver donato loro del sangue, e del tutto involontariamente, ma vi assicuro che tutto ciò che l’evoluzione ha conservato é cosa buona. In particolare, l’ansia é utilissima per la nostra sopravvivenza, perché ci permette di identificare in anticipo situazioni di pericolo, non solo fisico ma anche psicologico o relazionale.

Cos’é un pericolo relazionale? Ad esempio il rischio di perdere una persona significativa, che magari é per noi anche una fonte di protezione o accudimento, come accade quando siamo molto piccoli (anche i bambini sperimentano l’ansia).

L’ansia, quando non è eccessiva, è quindi adattativa: ci avvisa dei potenziali pericoli, ci mette all’erta in modo che possiamo cercare delle strategie per affrontarli. Quindi non é un nemico, ma un alleato, nella maggior parte dei casi.

Inoltre l’ansia, nella giusta misura, ci stimola ad impegnarci nelle cose che facciamo ed é quindi un incentivo e non sempre un freno, come possiamo pensare.

L’ansia é normale, la sperimentiamo un po’ tutti nella nostra quotidianità, in gradi diversi, ma a volte diventa eccessiva e si trasforma in un ostacolo, anziché in uno strumento utile.

Un altro ascoltatore mi ha chiesto qual é la differenza tra ansia e paura. Ansia e paura sono sorelle, cioè sono, in realtà, molto simili. Dire “ho l’ansia da esame” non é diverso da dire “ho paura dell’esame”. Anche il modo in cui ansia e paura si manifestano é analogo, a livello di attivazione fisiologica (sudore, respirazione affannosa, accelerazione del battito cardiaco, tensione muscolare, tremori). Se vogliamo distinguerle, però (dato che si tratta di due termini diversi e quindi qualche differenza ci sarà, nel loro significato) possiamo dire che mentre l’ansia é una reazione a un pericolo percepito, la paura di solito si attiva di fronte a un pericolo reale.

Quindi, se vedo una tigre che circola libera per la strada e si dirige verso di me, avrò paura, e tutti avrebbero paura se si trovassero nella mia situazione. L’ansia che una persona prova ogni volta che si trova in un luogo chiuso e affollato, invece, non é comune a tutti.

Infine, mi é stato chiesto quanti tipi di ansia esistono. Innanzitutto, come abbiamo visto, c’é l’ansia “normale”, quella che proviamo un po’ tutti nella nostra quotidianità: ad esempio, se siamo in ritardo per un appuntamento e bloccati nel traffico, probabilmente sperimenteremo un po’ d’ansia. Poi c’é l’ansia rivolta a situazioni specifiche: ad esempio ho l’ansia ogni volta che devo parlare in pubblico. Si tratta di un’ansia che spesso é legata a delle fobie.

Vi é anche l’ansia reattiva, quella, cioè conseguente ad eventi negativi che ci sono accaduti. Quando gli eventi negativi sono traumatici (es. essere vittima di un terremoto o di una violenza) si può sviluppare quello che viene conosciuto come Disturbo Post-Traumatico da Stress, che si manifesta con una sintomatologia molto intensa e deve essere trattato in modo specifico (ad esempio con la terapia EMDR).

Ci sono, poi, gli attacchi di panico, sintomo di un problema sotteso che deve essere fatto emergere e affrontato con l’aiuto di un professionista. Gli attacchi di panico, infatti, vengono percepiti dalla persona che li sperimenta come qualcosa che accade in modo inspiegabile; non c’é consapevolezza di ciò che li scatena. Spesso, soprattutto quelli iniziali, vengono scambiati per intense crisi respiratorie o infarti, e la persona ha la sensazione di essere vicina a morire.

Infine, c’é l’ansia generalizzata, che non é legata a eventi specifici: tutto diventa difficile da affrontare, anche situazioni che per la maggior parte delle persone sono del tutto normali o irrilevanti (es. andare a fare la spesa, ricevere una telefonata, richiedere un documento in Comune, andare a trovare qualcuno, ecc.).

In tutti i casi in cui si comprende che l’ansia ha un effetto negativo sulla quotidianità, impedisce di vivere il presente, crea difficoltà relazionali e lavorative, é importante chiedere un aiuto a un professionista, perché l’ansia, oltre a causare disagio e sofferenza, può in alcuni casi cronicizzarsi, estendersi a varie aree dell’esistenza, e causare condotte di evitamento che progressivamente portano a ridurre lo spazio vitale.

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Vi invito a inviarmi, tramite il form che trovate in homepage o alla mail info@psicologipegaso.it eventuali suggerimenti su temi di vostro interesse che vorreste venissero da me trattati nelle prossime trasmissioni, a pormi domande, richiedere informazioni o ancora inviarmi le vostre storie, che potranno essere pubblicate nella sezione specifica di questo blog, in forma del tutto anonima.

 
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