Home / Articoli / Il disagio del Natale, tra solitudine e relazioni conflittuali (di L.Salvai)

 

“Le decorazioni dell’albero di Natale acquistano valore

quando diventano cimeli,

tirati giù dal solaio ogni anno, un po’ più rovinati dal ripetuto uso,

ma che valgono per il loro peso nella nostra memoria”

(Peter Gray)

È tempo di celebrare le Feste e c’è chi lo fa seguendo la tradizione religiosa e chi invece vive un Natale più consumistico, ma una cosa che accomuna tutti è che questo periodo dell’anno stimola la memoria e la relazione. L’uomo é un essere sociale con un grande bisogno di celebrazione e condivisione: le festività, gli anniversari, i compleanni, i traguardi scolastici, vengono festeggiati perché sono eventi che vogliamo tenere nella memoria personale e relazionale e che sono densi di significato antropologico e psicologico.

I periodi di festa non sono, però, sempre vissuti in modo positivo, e celebrazione e memoria possono diventare, in alcuni casi, fonte di stress, ansia e depressione.

Talvolta il disagio nasce dalla solitudine e dalla malinconia: si é lontani da famiglia e amici e non si può trascorrere con loro il periodo natalizio, ci si trova in situazioni sentimentali complicate che costringono a passare le festività separati da chi si ama, si è persa una persona cara e il ricordo di ciò che si faceva con lei nei momenti di festa rende doloroso ciò che prima era lieto.

Altre volte, invece, é proprio lo stare con gli altri che fa star male: ci si sente costretti a partecipare a situazioni sociali che si desidererebbe evitare, a mostrare un entusiasmo e una felicità che non si sentono, in un periodo in cui tutti intorno sembrano allegri e gioiosi, e ci si trova a dover trascorrere del tempo con persone con le quali si hanno dei conflitti relazionali.

C’è, inoltre, lo stress dei regali, bisogna fare l’albero e mettere le luci, decidere il menu, cucinare, e molte di queste operazioni sono fatte per forza e non per piacere.

In questo momento dell’anno i nostri ritmi di vita cambiano: si corre di qua e di là per gli acquisti, e  gli auguri; si mangia e si beve più del dovuto; si rimane svegli fino a tardi. Tutto questo ha degli effetti sul nostro corpo e sulla nostra mente.

I problemi quotidiani, a Natale, sono amplificati anziché diminuiti. Molte spese da fare, la routine che cambia, stare con persone con le quali non si va d’accordo perché ci si sente obbligati, aspettative e desideri delusi, grandi energie spese, senso di inadeguatezza e di vuoto.

Ciò é in netto contrasto con l’immagine del Natale che ci viene trasmessa dalla tradizione e dai media. Felicità, armonia, famiglie perfette e unite, come se le difficoltà e i problemi potessero essere messi magicamente da parte fino al 7 di gennaio.

Non inseguiamo un ideale di perfezione, non soffochiamo le nostre emozioni solo perché non le riteniamo adeguate al clima di festa, non ci chiudiamo negli obblighi e doveri e non facciamo finta di essere più appagati e gioiosi di ciò che siamo, solo perché gli altri si aspettano questo da noi.

Anche in questo periodo dell’anno è importante ascoltare se stessi, seguire le proprie inclinazioni, prendersi cura di sé e delle proprie relazioni. Il regalo più importante é quello che facciamo a noi stessi. Manteniamo i nostri ritmi; rispettiamo i nostri bisogni; non facciamoci travolgere dallo stress consumistico; non diamo fondo a risorse economiche e personali che neppure abbiamo, solo per paura di fare brutta figura; facciamo solo ciò che sentiamo davvero di fare e non ciò che pensiamo di essere obbligati a fare; stiamo vicini a chi ci fa stare bene, laddove é possibile, evitando visite e riunioni puramente formali, con persone che per tutto il resto dell’anno non vediamo né sentiamo….

Auguri a tutti, di un Natale diverso, degno di essere conservato nella memoria.

 
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