Home / Articoli / Cos’è la rabbia? (di L.Salvai)

 

La rabbia è uno stato mentale basale (cioè un’emozione di base), che compare fin dall’inizio della nostra vita.

Ne esistono di molti tipi: ad esempio possiamo essere arrabbiati per difenderci o per difendere qualcun altro, per agonismo, perché ci sentiamo vulnerabili e l’altro non ci accudisce e non ci consola, rimanendo indifferente ai nostri bisogni.

C’è una rabbia che serve a combattere, quella che serve a chiedere aiuto, la rabbia preoccupata, la rabbia conseguente a una minaccia o un rifiuto, la rabbia da frustrazione, la rabbia dovuta al fatto che qualcosa o qualcuno ci ostacola nel raggiungimento dei nostri obiettivi, ecc.

La gamma dei sentimenti rabbiosi è molto ampia e va dalla lieve irritazione alla furia.

C’è inoltre una rabbia attiva e una passiva (ad esempio fare il muso).

Ma chi ha detto che essere aggressivi è una cosa sbagliata? Noi partiamo dall’assunto che se c’è un’aggressività dobbiamo ridurla, e questo a volte potrebbe essere un errore. È meglio trasformare una rabbia mal spesa in una ben spesa. Conserviamo la rabbia e cerchiamo di far sì che l’aggressività venga incanalata in maniera costruttiva e non distruttiva.

La rabbia è utile, serve, è un importante strumento che ci è stato fornito dall’evoluzione. Noi però la leggiamo negativamente, come pericolosa, in quanto spesso diamo un significato sbagliato alle parole, usando come sinonimi aggressività e violenza.

L’aggressività e la rabbia sono sempre utili, quando regolate. La violenza è sempre il fallimento umano e sociale della rabbia e dell’aggressività, che non siamo riusciti a usare in modo adattivo. Esiste quindi una forza buona e un lato oscuro di questa forza, come diceva un vecchio film di fantascienza.

La violenza spesso genera da una reazione spropositata a uno stimolo esterno ma può anche essere esercitata senza che vi sia stata una provocazione. Esiste anche la violenza senza rabbia, la violenza fredda, fatta per piacere, ancora più difficile da tollerare a livello sociale. Vi sono infine tipi di violenza socialmente accettati (ad esempio la guerra).

Nella manifestazione del comportamento aggressivo giocano un ruolo sia l’ereditarietà, sia il soggetto e sia l’ambiente.

Ci sono dei bambini che vivono in ambienti in cui l’aggressività e la rabbia sono o totalmente negate oppure soffocate dalla violenza.

Un altro fenomeno a cui si può assistere, a volte, nelle famiglie, è quello della rabbia dirottata: vittimizzare qualcuno con cui arrabbiarsi presenta meno rischi e conseguenze rispetto al mostrare rabbia di fronte a un datore di lavoro, ad esempio.

La rabbia, come tutte le altre emozioni di base, è uno stato mentale che regola le nostre azioni e uno strumento di comunicazione e interazione con gli altri. Allo stesso tempo, sono le relazioni stesse che permettono a questa emozione, di cui siamo naturalmente dotati, di essere validata, riconosciuta e regolata, soprattutto le nostre prime relazioni significative con le persone che si prendono cura di noi.

C’è sempre tempo, però, per avere, nella vita, delle esperienze correttive rispetto alla disregolazione degli stati emotivi. Un’amicizia, una relazione sentimentale, o una relazione terapeutica con un professionista, possono essere delle occasioni importanti per sintonizzare le nostre emozioni al giusto volume, per utilizzarle al fine di programmare i nostri piani di azione, per viverle in modo che non ci travolgano.

 
Share this page
 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

 

 
 
Web Design BangladeshBangladesh Online Market